TMGM Colazione quotidiana dei mercati: 2026-08-14

Panoramica del mattino

  • I prezzi alla produzione negli Stati Uniti per luglio sono risultati più deboli del previsto, aggiungendo ulteriori evidenze di un allentamento delle pressioni inflazionistiche dopo i dati CPI del giorno precedente.
  • Il presidente della Fed di Richmond, Thomas Barkin, ha affermato che resta una questione aperta se i tassi d’interesse statunitensi debbano aumentare ulteriormente per riportare l’inflazione all’obiettivo del 2% della Federal Reserve.
  • L’Indice del Dollaro USA ha scambiato sotto quota 100,00 nelle ore asiatiche dopo che i dati più deboli sui prezzi alla produzione negli Stati Uniti hanno attenuato le aspettative di un ulteriore inasprimento da parte della Federal Reserve.
  • Un sondaggio Reuters ha rilevato che 57 economisti su 69 si aspettano che la Banca Centrale Europea aumenti il tasso sui depositi di 25 punti base al 2,50% a settembre.
  • Il funzionario iraniano Hossein Taeb ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz è sotto il controllo e la gestione dell’Iran, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che Washington aveva il controllo totale della via d’acqua.
  • Un report di Bloomberg citato da MUFG ha riferito che il governo giapponese sostiene un aumento dei tassi da parte della Banca del Giappone nel breve termine, con settembre o ottobre indicati come possibili tempistiche.
TMGM Analysis: Financial Market News, Economic Calendar & Market Insights

Panoramica generale

Il periodo in esame è stato dominato dagli sviluppi relativi alle banche centrali e all’inflazione, con dati più deboli sui prezzi alla produzione negli Stati Uniti che hanno rafforzato le evidenze di un allentamento delle pressioni inflazionistiche, mentre i funzionari della Federal Reserve hanno continuato a sottolineare l’incertezza sul fatto che la politica monetaria sia sufficientemente restrittiva. Questa combinazione ha lasciato i mercati a valutare i dati in arrivo sull’inflazione a fronte della continua cautela dei policymaker.

In Europa, un sondaggio Reuters ha indicato un ampio sostegno da parte degli economisti a un rialzo dei tassi della Banca Centrale Europea a settembre, mentre in Giappone i report citati da MUFG hanno segnalato il sostegno del governo a una mossa della Banca del Giappone nel breve termine, mentre policymaker e funzionari restano concentrati sulla debolezza dello yen e sulla normalizzazione della politica monetaria.

Anche le tensioni geopolitiche in Medio Oriente sono rimaste al centro dell’attenzione dopo che un funzionario iraniano ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz è sotto il controllo e la gestione dell’Iran, in risposta ai commenti del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul controllo di Washington sulla via d’acqua strategica.

Macroeconomia & Banche centrali

I prezzi alla produzione USA di luglio deludono le attese

L’inflazione alla produzione negli Stati Uniti ha rallentato più del previsto a luglio, secondo il report fornito, aggiungendo ulteriori evidenze del fatto che le pressioni inflazionistiche si stanno attenuando dopo i dati sui prezzi al consumo negli Stati Uniti del giorno precedente. L’articolo afferma che la lettura più debole dell’Indice dei Prezzi alla Produzione (PPI) ha rafforzato la view secondo cui le pressioni sui prezzi si stanno gradualmente moderando.

Barkin della Fed afferma che ulteriori rialzi dei tassi restano possibili

Il presidente della Federal Reserve di Richmond, Thomas Barkin, ha affermato che resta incerto se gli attuali tassi d’interesse statunitensi siano sufficientemente restrittivi da riportare l’inflazione all’obiettivo del 2% della Fed o se possa essere ancora necessario un ulteriore inasprimento. Secondo il report fornito, Barkin ha dichiarato che la spesa dei consumatori, l’occupazione e gli investimenti delle imprese sono rimasti resilienti nonostante gli elevati costi di finanziamento, osservando anche che vi sono argomentazioni sia a favore di un allentamento dell’inflazione sia a favore di pressioni sui prezzi più persistenti.

L’Indice del Dollaro USA arretra dopo dati PPI più deboli

L’Indice del Dollaro USA ha scambiato in area 99,90 durante le ore di contrattazione asiatiche di venerdì, secondo il report fornito, dopo che dati più deboli sui prezzi alla produzione negli Stati Uniti hanno ridotto le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve. L’articolo ha collegato il movimento del dollaro ai dati più contenuti sull’inflazione negli Stati Uniti.

Il sondaggio Reuters indica un rialzo dei tassi BCE a settembre

Un sondaggio Reuters ha rilevato che 57 economisti su 69 si aspettano che la Banca Centrale Europea aumenti il tasso sui depositi di 25 punti base al 2,50% a settembre. Il report fornito ha presentato il sondaggio come evidenza di un ampio consenso tra gli economisti sulla probabile direzione della prossima mossa di politica monetaria della BCE, pur trattandosi di un’indagine e non di una decisione ufficiale della BCE.

Il report afferma che il governo giapponese sostiene un rialzo BoJ nel breve termine

MUFG ha citato un report di Bloomberg secondo cui il governo del primo ministro Takaichi sostiene un aumento dei tassi da parte della Banca del Giappone nel breve termine, con la prossima mossa probabilmente a settembre o ottobre secondo fonti a conoscenza della questione. Il report fornito ha inoltre affermato che Kyodo aveva precedentemente riferito che l’intervento congiunto sul mercato valutario era stato reso possibile dai commenti hawkish del governatore Kazuo Ueda durante la riunione di politica monetaria della BoJ del 31 luglio, in cui aveva dichiarato che la banca centrale avrebbe accelerato il ritmo dei rialzi dei tassi se necessario.

Sviluppi geopolitici

L’Iran rivendica il controllo sullo Stretto di Hormuz

L’alto funzionario del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, Hossein Taeb, ha dichiarato giovedì che lo Stretto di Hormuz è sotto il controllo e la gestione dell’Iran, secondo Fox News come citato nel report fornito. La dichiarazione è arrivata dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che Washington ha il controllo totale della via d’acqua strategica.

Riepilogo finale

I principali sviluppi nel periodo in esame si sono concentrati su dati più deboli sull’inflazione negli Stati Uniti, la persistente incertezza sul percorso di politica monetaria della Federal Reserve, segnali di un possibile ulteriore inasprimento da parte della BCE e della Banca del Giappone, e una rinnovata attenzione geopolitica sullo Stretto di Hormuz.

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