【Riepilogo finanziario TMGM】In attesa dei dati sull’occupazione non agricola USA: gli investitori valutano se l’oro riuscirà a proseguire il rialzo verso i 4.200 dollari!

Giovedì l’oro è salito al livello più alto da oltre due settimane, portando il rimbalzo di questa settimana a oltre 200 dollari. Il sentiment di mercato è passato dal pessimismo a un cauto ottimismo, sostenuto da diversi fattori concomitanti. Venerdì l’oro spot è stato scambiato in un intervallo ristretto, mentre l’attenzione si spostava sul rapporto statunitense sull’occupazione non agricola di ottobre, in pubblicazione più tardi nella giornata.

A innescare questo rialzo sono stati i cali simultanei del dollaro e dei rendimenti dei Treasury statunitensi. L’ indice del dollaro statunitense si è mantenuto vicino al livello più basso dal 30 settembre, rendendo l’oro denominato in dollari meno costoso per gli investitori che detengono altre valute. Nel frattempo, il rendimento del Treasury statunitense a 10 anni è sceso ai minimi da quasi due mesi, riducendo sensibilmente il costo opportunità di detenere oro, che non offre alcun rendimento.

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I mercati non ritengono che le aspettative di rialzi dei tassi di interesse siano del tutto svanite. Piuttosto, il calo dei prezzi energetici ha attenuato i timori per l’inflazione, riducendo potenzialmente la necessità di futuri aumenti dei tassi. Questo lieve cambiamento delle aspettative è bastato a dare un po’ di respiro all’oro nel breve termine. Il crollo del prezzo del petrolio di mercoledì ha ulteriormente rafforzato l’ipotesi di un temporaneo allentamento delle pressioni inflazionistiche.

Il rialzo dell’oro è stato accompagnato dalle ultime dichiarazioni dei funzionari della Federal Reserve. Giovedì i presidenti delle Federal Reserve Bank di Cleveland e Richmond si sono entrambi espressi pubblicamente a favore di rialzi graduali dei tassi. Hanno sottolineato che la politica monetaria deve diventare restrittiva per riportare tempestivamente l’inflazione all’obiettivo del 2%, privilegiando però interventi più frequenti e di minore entità per ridurre al minimo le ripercussioni su famiglie, imprese e mercati finanziari.

Un fattore di fondo è stato l’esito delle elezioni statunitensi di metà mandato. Dopo che i Democratici hanno riconquistato il controllo del Congresso, i mercati hanno rapidamente rivisto le proprie aspettative sulla situazione in Iran e sulle prospettive degli investimenti nell’intelligenza artificiale. Il brusco calo del prezzo del petrolio di mercoledì ha riflesso in larga misura le scommesse sul fatto che il cambiamento politico potesse ridurre il rischio di un’ulteriore escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran. Tuttavia, giovedì i prezzi del petrolio sono rimbalzati, suggerendo che l’ottimismo su una rapida conclusione della guerra si fosse in parte attenuato.

Nel frattempo, i titoli tecnologici, in particolare quelli dei settori legati all’IA, hanno subito pesanti perdite. Il Nasdaq ha registrato una brusca flessione, tra i timori che l’opposizione locale e procedure autorizzative più rigorose possano rallentare la costruzione di data center, incidendo sugli investimenti in conto capitale e sul ritmo della crescita economica nei prossimi uno o due anni.


Analisi di mercato:

Nel complesso, questi sviluppi suggeriscono che le pressioni inflazionistiche a breve termine potrebbero attenuarsi in parte, in un contesto di oscillazioni dei prezzi del petrolio e rallentamento degli investimenti, sebbene le prospettive di più lungo periodo restino molto incerte. In quanto strumento di copertura contro l’inflazione, i rischi geopolitici e il deprezzamento valutario, l’oro attira spesso capitali durante questi periodi di incertezza.

Gli investitori sono ora concentrati sul rapporto statunitense sull’occupazione non agricola di venerdì. Dati nettamente più deboli potrebbero ridurre ulteriormente le aspettative di un rialzo dei tassi a dicembre, fornendo un ulteriore impulso rialzista all’oro. Dati solidi, invece, potrebbero rafforzare le ragioni a favore del proseguimento della stretta monetaria della Fed e pesare sulle quotazioni dell’oro.