Federal Reserve: un altro rialzo dei tassi nel 2026, poi un percorso più incerto – BNY

John Velis di BNY Markets conferma la previsione di un ulteriore rialzo dei tassi da parte della Fed a dicembre, per preservarne la credibilità dopo l’ultima decisione di lasciarli invariati. Le prospettive per il 2027 gli appaiono più incerte: a suo avviso, l’inflazione è trainata principalmente da fattori legati all’offerta e le aspettative restano ancorate. Velis dubita che tassi più elevati possano contrastare le pressioni sul lato dell’offerta, ma avverte che i rischi legati alla domanda potrebbero giustificare un ulteriore inasprimento monetario in seguito.

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Rialzo a dicembre, poi percorso incerto nel 2027

«Dopo l’attesa decisione del FOMC della scorsa settimana di lasciare i tassi invariati, confermiamo la nostra previsione di un ulteriore rialzo a dicembre di quest’anno, per preservare la credibilità della Fed. Guardando al 2027, il quadro appare molto più incerto».

«Sì, l’inflazione resta elevata e la recente fase di rincari del petrolio manterrà senza dubbio la pressione sui prezzi. Abbiamo sostenuto, e continuiamo a sostenere, che l’inflazione sia trainata principalmente da fattori legati all’offerta e che le aspettative di inflazione rimangano ben ancorate su orizzonti di lungo periodo».

«Non siamo convinti che tassi più elevati possano contenere le pressioni sul lato dell’offerta, dato che sono, di fatto, uno strumento di gestione della domanda. Occorre tuttavia monitorare l’eventuale emergere di pressioni sul lato della domanda nel 2027, nel qual caso sarebbe opportuno intervenire sui tassi di interesse».

«Abbiamo notato con un certo interesse l’affermazione di Warsh, durante la conferenza stampa della scorsa settimana, secondo cui il rialzo dei tassi di settembre avrebbe determinato un significativo inasprimento delle condizioni finanziarie: a parte le oscillazioni legate all’intelligenza artificiale in ottobre, vi sono infatti scarsi riscontri di una diffusione di tale inasprimento nell’economia reale».

«Tuttavia, se il nervosismo sui mercati finanziari dovesse persistere, le condizioni si inasprirebbero naturalmente, rendendo necessari meno rialzi nel 2027 rispetto ai due attualmente scontati dai mercati».

(Questo articolo è stato realizzato con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale e rivisto da un redattore. Scopri di più.)