La settimana in arrivo: elezioni di metà mandato, occupazione non agricola USA (NFP), decisione della RBA sui tassi e risultati trimestrali di Apple

La scorsa settimana è stata ricca di appuntamenti, con cinque decisioni sui tassi delle banche centrali: Fed, BCE e BoJ hanno lasciato i tassi invariati, così come, a sorpresa, la RBNZ, mentre la BoC li ha aumentati. Si sono inoltre susseguite numerose trimestrali del settore tecnologico, con i risultati di società come Alphabet, Amazon e Intel che hanno accelerato le vendite nel comparto.

Questa settimana si preannuncia potenzialmente turbolenta: l’attenzione sarà rivolta alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, al rapporto sull’occupazione non agricola e ai risultati di Apple, in un contesto di crescenti tensioni sugli investimenti legati all’intelligenza artificiale. Sono inoltre attese le decisioni sui tassi di RBA e BoE.

TMGM Analysis: Financial Market News, Economic Calendar & Market Insights

Elezioni di metà mandato negli Stati Uniti

Le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, in programma martedì, determineranno se il Congresso passerà dal controllo di entrambe le camere da parte dei repubblicani a un assetto di governo diviso.

Sebbene si preveda che i democratici conquisteranno la Camera dei rappresentanti, resta incerto se riusciranno a ottenere anche il Senato.

Una maggioranza democratica alla Camera e al Senato potrebbe portare a una regolamentazione più stringente per banche, criptovalute e società tecnologiche. Tuttavia, Trump manterrebbe il potere di veto e l’autorità esecutiva in ambiti quali immigrazione, dazi e politica estera, limitando così la portata dei cambiamenti legislativi. Una vittoria democratica potrebbe penalizzare le azioni statunitensi, mentre anche i rendimenti dei Treasury e il dollaro USA potrebbero subire pressioni a fronte delle aspettative di una politica fiscale più restrittiva e di una crescita più lenta.

Se i repubblicani mantenessero il controllo, ciò potrebbe favorire il settore della difesa e la deregolamentazione, alimentando al contempo i timori sui dazi e sul deficit.

Una vittoria repubblicana potrebbe far salire i Treasury e il dollaro USA, tra i timori che i dazi possano tradursi in inflazione e ulteriori rialzi dei tassi.

Una Camera a maggioranza democratica e un Senato a maggioranza repubblicana, ossia una situazione di «stallo istituzionale», potrebbero rappresentare l’esito più favorevole per i mercati. Questo scenario potrebbe limitare la spesa e le modifiche normative, mantenendo bassa l’incertezza. Un simile risultato potrebbe favorire le azioni statunitensi e pesare sul dollaro USA e sui Treasury.

Occupazione non agricola negli Stati Uniti

La Fed ha lasciato i tassi d’interesse invariati, in linea con le attese, ma i toni della comunicazione sono stati meno restrittivi del previsto e la probabilità attesa di un rialzo a dicembre è scesa al 75%, dall’84% precedente alla riunione. Questo nonostante il PCE core abbia mostrato un’accelerazione dell’inflazione al 3,1% e il PIL del terzo trimestre sia risultato più forte del previsto, al 3,4%.

Dopo che il presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, ha segnalato un atteggiamento paziente e indicato la necessità di ulteriori dati e informazioni prima della prossima mossa, l’attenzione sarà tutta rivolta al rapporto sull’occupazione non agricola di venerdì.

A settembre il rapporto ha deluso le attese, con la creazione di posti di lavoro in rallentamento a 29 mila–133 mila, al di sotto delle previsioni di 90 mila. Tuttavia, la componente occupazionale del PMI composito è cresciuta al secondo ritmo più rapido dal 2022. Questo dato, insieme al calo delle richieste iniziali di sussidio di disoccupazione, suggerisce che i rischi siano orientati verso una sorpresa al rialzo.

Prima del rapporto di venerdì, saranno pubblicati il PMI manifatturiero ISM lunedì, l’indice ISM dei servizi mercoledì e, sempre mercoledì, il rapporto ADP sull’occupazione, che potrebbero fornire ulteriori indicazioni.

Dati solidi sull’occupazione potrebbero innescare una nuova fase di ribasso dell’oro, che viene scambiato sui minimi del 2026.

Decisione della RBA sui tassi

Si prevede che la RBA aumenterà i tassi di 25 punti base, dopo un rialzo di pari entità nella riunione del 29 settembre. Ciò porterebbe i tassi al 4,85%; il mercato sconta una probabilità dell’85% di un rialzo.

Gli ultimi dati sull’inflazione hanno mostrato un’accelerazione dell’indice generale al 4,3% su base annua, dal 4% di agosto. Anche l’inflazione calcolata con la media troncata è salita, raggiungendo il 3,6%: entrambi gli indicatori si collocano ben al di sopra del limite superiore dell’intervallo obiettivo della RBA, compreso tra il 2% e il 3%.

La probabilità che la RBA aumenti nuovamente i tassi nel 2027 è solo del 50%. Servirebbe quindi un rialzo accompagnato da indicazioni restrittive per convincere il mercato della possibilità di ulteriori aumenti nel corso del prossimo anno e spingere AUD/USD verso 0,71.

Tra gli altri appuntamenti del calendario macroeconomico figurano la decisione della BoE sui tassi e l’inflazione dell’Eurozona.

Risultati di Apple

Apple pubblicherà i risultati lunedì dopo la chiusura dei mercati. Finora la società ha resistito alle vendite che hanno colpito il settore tecnologico, con il titolo salito a nuovi massimi storici. La domanda, però, è se i risultati riusciranno a giustificarne la valutazione elevata.

Le attese indicano un utile per azione di 1,98 dollari su ricavi di 113,4 miliardi di dollari, in crescita del 10% su base annua. I ricavi dell’iPhone dovrebbero attestarsi a 56,5 miliardi di dollari, pari a circa metà delle vendite totali. Per i servizi si prevedono ricavi di 31,6 miliardi di dollari, a sostegno della marginalità, con un margine lordo atteso intorno al 48%.

Il segmento dei servizi resta il principale motore della marginalità. La conferma delle previsioni e margini superiori al 47% rassicurerebbero probabilmente gli investitori sul fatto che questo rialzo sia sostenuto dai fondamentali.

 

QUOTAZIONI IN DIRETTA

Nome / Simbolo
Grafico
% Variazione / Prezzo
GBPUSD
Variazione 1 giorno
+1.11%
1.34177
EURUSD
Variazione 1 giorno
-1.07%
1.1218
USDJPY
Variazione 1 giorno
+10.66%
157.945
AUDUSD
Variazione 1 giorno
+10.43%
0.70213