
Gli economisti di ING David Havrlant e Frantisek Taborsky analizzano il rialzo di 25 punti base, al 4%, deciso dalla Banca nazionale ceca con una maggioranza risicata di 4 voti contro 3. Evidenziano un’inflazione più elevata e una crescita più debole nelle previsioni della CNB, con il 4% considerato un livello neutrale. Gli autori si aspettano che l’indebolimento dell’attività economica limiti ulteriori rialzi e mettono in discussione il marcato percorso di riduzione dei tassi incorporato nelle proiezioni della CNB.

«Giovedì la CNB ha proceduto a un rialzo dei tassi, portando il tasso di riferimento al 4%, in linea con le aspettative degli operatori di mercato. La decisione è stata presa con un voto diviso: quattro membri del consiglio si sono espressi a favore di un orientamento di politica monetaria più restrittivo, mentre altri tre hanno optato per tassi invariati. Il contesto è percepito come inflazionistico: l’inflazione di fondo persistentemente elevata, il tasso di cambio più debole e un mercato immobiliare ancora solido, insieme a una robusta crescita del credito, sono considerati i principali fattori da tenere sotto controllo attraverso un orientamento di politica monetaria più restrittivo.»
«Quanto al tasso di interesse a breve termine, le previsioni della CNB indicano un ulteriore aumento fino al 4,5% nell’immediato futuro, seguito da un calo graduale a partire dal secondo trimestre del 2027, fino al 3,5% alla fine del 2028. Consideriamo questa traiettoria piuttosto come uno scenario alternativo, nel caso in cui l’inflazione dovesse rivelarsi ancora più elevata rispetto alle nostre previsioni.»
«L’aspetto interessante è che il governatore ha descritto le condizioni monetarie come molto restrittive al momento, e anche già in precedenza. Ebbene, se la nostra ipotesi sulla necessità di tassi di equilibrio molto più elevati in questo nuovo mondo dovesse rivelarsi corretta, allora il 4% sembrerebbe corrispondere a un orientamento neutrale, che si limita a impedire all’inflazione di mantenersi sistematicamente al di sopra dell’obiettivo. E con la proiezione dei tassi della CNB che si attesta al 3,5% proprio alla fine dell’orizzonte previsivo, riteniamo che forse anche lo staff stia iniziando a muoversi nella stessa direzione, almeno implicitamente.»
«Detto questo, i tassi di interesse sono una variabile endogena nel principale modello utilizzato dalla CNB, quindi si può sostenere che questo specifico percorso dei tassi consenta un’espansione economica del 2,5%, con l’inflazione in discesa verso l’obiettivo. Ma davvero tagliereste i tassi così rapidamente, con l’inflazione ancora al di sopra dell’obiettivo e l’economia che cresce a un ritmo prossimo al suo potenziale? Ho qualche dubbio, ma mi atterrò alla cara vecchia massima in dubio pro reo.»
«Il famigerato mantra “tutte le opzioni restano aperte” è stato riesumato ancora una volta dalla sua tomba poco profonda e riportato alla luce, ma il calo del tasso di interesse reale previsto non suggerisce che poggi su basi solide. Nel complesso, consideriamo il 4% come la nuova normalità neutrale e riteniamo che questo livello consentirà alla CNB di superare l’ondata degli effetti di secondo impatto, a condizione che le nostre previsioni sul PIL reale e sull’inflazione siano corrette.»
(Questo articolo è stato realizzato con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale e rivisto da un redattore. Scopri di più.)