Previsioni sul cambio GBP/USD: stabile sopra 1,3400, mantiene un’impostazione positiva al di sopra del supporto chiave

  • GBP/USD resta stabile intorno a 1,3405 nelle prime ore della sessione europea di martedì.
  • Le prospettive della coppia rimangono favorevoli al di sopra della SMA a 100 giorni, con un momentum rialzista dell’RSI.
  • Il primo ostacolo al rialzo si trova a 1,3465; il supporto iniziale è individuato a 1,3385.

La coppia GBP/USD si mantiene pressoché invariata vicino a 1,3405 nelle prime ore di contrattazione europee di martedì. Gli operatori preferiscono restare alla finestra in attesa degli eventi chiave in programma nel prosieguo della settimana, tra cui le elezioni statunitensi di metà mandato, la decisione sui tassi di interesse della Banca d’Inghilterra (BoE) e i dati sull’occupazione statunitense di settembre.

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Si prevede che la BoE alzi il tasso di riferimento dal 3,75% al 4,0% nella riunione di politica monetaria di novembre, in programma giovedì. Sarebbe il primo rialzo dall’agosto 2023, quando l’inflazione era ancora superiore all’obiettivo del 2% della BoE. Gli analisti di ING hanno affermato che, dopo l’atteso rialzo di giovedì, è probabile un ulteriore aumento da parte della BoE a febbraio, precisando però che le aspettative di rialzo dei tassi incorporate nei prezzi di mercato «sembrano estreme».

Gli operatori seguiranno con attenzione la conferenza stampa alla ricerca di ulteriori indicazioni sulle prospettive dei tassi di interesse nel Regno Unito. Se il governatore della BoE Andrew Bailey dovesse esprimersi a favore di una politica monetaria restrittiva, la sterlina britannica (GBP) potrebbe rafforzarsi nei confronti del dollaro statunitense (USD) nel breve termine.

La BoE dovrebbe avviare un ciclo di stretta monetaria, ma le indicazioni sulle prossime mosse potrebbero limitare i guadagni della sterlina

Gli strategist di Brown Brothers Harriman osservano che l’attenzione si concentrerà sulla decisione di politica monetaria della Banca d’Inghilterra e sul Rapporto sulla politica monetaria di giovedì, con la BoE «ampiamente attesa all’avvio di una stretta con un rialzo di 25 punti base al 4,00%, dopo aver mantenuto i tassi invariati per tutto l’anno». Sottolineano che «un’inflazione e un’attività economica britanniche più sostenute giustificano la mossa», mentre si prevede un voto «di 7 a 2, con i membri più accomodanti Alan Taylor e Swati Dhingra favorevoli a lasciare i tassi invariati».

BBH aggiunge che «le indicazioni della BoE e il Rapporto sulla politica monetaria (MPR) aggiornato metteranno alla prova le aspettative di mercato di una stretta di 100 punti base nei prossimi dodici mesi», avvertendo che «il persistere di capacità produttiva inutilizzata lungo tutto l’orizzonte di previsione rafforzerebbe le ragioni per ridimensionare i rialzi attesi e limiterebbe il potenziale di apprezzamento della GBP».

Greene segnala una battuta d’arresto della disinflazione salariale, confermando l’orientamento restrittivo della BoE

Greene, esponente della BoE, ottiene un punteggio di 7,4/10 su FXS Speechtracker, esattamente in linea con la media storica, segnalando una posizione stabile ma decisamente restrittiva. L’enfasi sulla battuta d’arresto della disinflazione salariale a livelli superiori a quelli compatibili con un’inflazione del 2%, insieme a indicazioni prospettiche di crescita delle retribuzioni vicine al 3,5% e a un’economia sorprendentemente resiliente, rafforza il timore che gli effetti inflazionistici di secondo impatto rimangano un rischio significativo.

L’invito di Greene a contrastare preventivamente questi effetti di secondo impatto, insieme alla valutazione secondo cui tali rischi sono ora maggiori di quanto ritenuto in precedenza, indica una riluttanza ad avallare un rapido allentamento della politica monetaria. L’ipotesi che il margine di capacità inutilizzata nel mercato del lavoro possa aver raggiunto il picco avvalora l’idea che le pressioni salariali di fondo possano persistere. Questo quadro tende a sostenere la sterlina, poiché i mercati incorporano nei prezzi un orientamento restrittivo più duraturo da parte della BoE.

Chart Analysis GBP/USD


Analisi tecnica: GBP/USD mantiene un’impostazione favorevole sopra la SMA a 100 giorni

Nel grafico giornaliero, GBP/USD si mantiene al di sopra sia della media mobile semplice (SMA) a 100 giorni sia della SMA centrale a 20 periodi delle bande di Bollinger. Insieme, questi indicatori suggeriscono un’impostazione sostenuta nel breve termine dopo il recente recupero dalla banda inferiore. L’indice di forza relativa (RSI) a 14 periodi, a 57,9, presenta un orientamento favorevole senza ancora segnalare condizioni di ipercomprato, suggerendo che il momentum rialzista sia ancora in fase di sviluppo mentre il prezzo si avvicina al limite superiore del recente intervallo di volatilità.

Al rialzo, la prima resistenza si trova in corrispondenza della banda superiore di Bollinger, vicino a 1,3465, prima del massimo del 15 luglio a 1,3558. Più in alto, il successivo ostacolo da monitorare è il massimo del 21 agosto a 1,3675.

Al ribasso, il supporto immediato è individuato in corrispondenza della SMA a 100 giorni a 1,3385, seguito dalla banda centrale di Bollinger intorno a 1,3320 e poi dal minimo del 15 ottobre a 1,3184. Un’ulteriore pressione di vendita al di sotto di questo livello potrebbe esporre il recente minimo della banda inferiore di Bollinger, vicino a 1,3172. 

(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)

Domande frequenti sulla sterlina britannica

La sterlina britannica (GBP) è la valuta più antica del mondo (886 d.C.) e la moneta ufficiale del Regno Unito. È la quarta valuta più scambiata al mondo sul mercato dei cambi (FX) e rappresenta il 12% di tutte le transazioni, per una media di 630 miliardi di dollari al giorno, secondo i dati del 2022. Le principali coppie valutarie in cui viene scambiata sono GBP/USD, nota anche come «Cable», che rappresenta l’11% degli scambi sul mercato dei cambi, GBP/JPY, o «Dragon» come viene chiamata dagli operatori (3%), ed EUR/GBP (2%). La sterlina britannica è emessa dalla Banca d’Inghilterra (BoE).

Il fattore più importante che influenza il valore della sterlina britannica è la politica monetaria decisa dalla Banca d’Inghilterra. La BoE basa le proprie decisioni sul raggiungimento del suo obiettivo primario di «stabilità dei prezzi», ossia un tasso di inflazione stabile intorno al 2%. Il suo principale strumento per conseguire tale obiettivo è la modifica dei tassi di interesse. Quando l’inflazione è troppo elevata, la BoE cerca di contenerla alzando i tassi di interesse, rendendo più costoso l’accesso al credito per famiglie e imprese. Questo è generalmente positivo per la GBP, poiché tassi di interesse più elevati rendono il Regno Unito una destinazione più attraente per i capitali degli investitori internazionali. Quando l’inflazione scende troppo, è un segnale di rallentamento della crescita economica. In questo scenario, la BoE valuta una riduzione dei tassi di interesse per rendere il credito meno costoso, così da incoraggiare le imprese a contrarre più prestiti per investire in progetti in grado di generare crescita.

I dati economici pubblicati misurano lo stato di salute dell’economia e possono influire sul valore della sterlina britannica. Indicatori quali il PIL, gli indici PMI manifatturiero e dei servizi e i dati sull’occupazione possono tutti influenzare l’andamento della GBP. Un’economia solida favorisce la sterlina. Non solo attira maggiori investimenti esteri, ma può anche incoraggiare la BoE ad alzare i tassi di interesse, rafforzando direttamente la GBP. Al contrario, se i dati economici sono deboli, è probabile che la sterlina britannica si deprezzi.

Un altro dato rilevante per la sterlina britannica è la bilancia commerciale. Questo indicatore misura la differenza tra quanto un paese incassa dalle esportazioni e quanto spende per le importazioni in un determinato periodo. Se un paese esporta beni molto richiesti, la sua valuta beneficia della domanda aggiuntiva generata dagli acquirenti esteri che desiderano acquistare tali prodotti. Pertanto, un saldo positivo della bilancia commerciale rafforza una valuta, mentre un saldo negativo produce l’effetto opposto.