L’oro fatica sotto i 4.100 dollari mentre l’attenzione si concentra sui dati USA sull’occupazione non agricola

  • L’oro arretra mentre il dollaro statunitense recupera terreno in attesa del rapporto sull’occupazione USA.
  • Un rapporto sull’occupazione USA più solido potrebbe sostenere il dollaro e accentuare le perdite dell’oro.
  • Le vendite sui mercati azionari, guidate dai titoli legati all’IA, espongono l’oro a pressioni di vendita dovute alla necessità di liquidità.

L’oro (XAU/USD) fatica a risalire e resta sotto i 4.100 dollari venerdì, dopo aver toccato il giorno precedente un massimo di due settimane a 4.146 dollari. Il rimbalzo del dollaro statunitense (USD) pesa sul metallo, mentre l’attenzione si sposta sul rapporto USA sull’occupazione non agricola (Nonfarm Payrolls), in uscita alle 13:30 GMT. Al momento della stesura, XAU/USD scambia intorno a 4.065 dollari, in calo dello 0,81% nella giornata, dopo aver toccato un minimo intraday di 4.035 dollari.

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Si prevede che l’economia statunitense abbia creato 65.000 posti di lavoro a ottobre, rispetto ai 29.000 di settembre, mentre il tasso di disoccupazione è atteso stabile al 4,2%. Dati superiori alle attese indicherebbero un mercato del lavoro solido, offrendo alla Federal Reserve (Fed) un maggiore margine per continuare a contrastare l’inflazione.

Questo potrebbe rafforzare le aspettative di un rialzo dei tassi di interesse a dicembre, sostenendo il dollaro statunitense ed esercitando ulteriori pressioni sull’oro. Al contrario, dati più deboli potrebbero ridimensionare tali aspettative, pesando sul biglietto verde e favorendo una ripresa dell’oro.

L’indice del dollaro statunitense (DXY), che misura l’andamento del biglietto verde rispetto a un paniere di sei principali valute, si attesta intorno a 102,00, in rialzo dello 0,40% nella giornata.

Nel frattempo, l’intensificarsi delle vendite sui mercati azionari, guidate dai titoli legati all’IA, rende l’oro vulnerabile a vendite dettate dalla necessità di liquidità, mentre gli investitori riducono le posizioni per reperire contanti, far fronte alle richieste di integrazione del margine o coprire perdite su altri investimenti.

L’oro resta comunque avviato a interrompere una serie di tre settimane di ribassi, sostenuto dal forte calo dei prezzi del petrolio. Il West Texas Intermediate (WTI) perde circa il 12% da inizio settimana, poiché la vittoria dei Democratici in entrambe le camere del Congresso alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti alimenta le aspettative che i legislatori possano limitare la campagna militare del presidente Donald Trump contro l’Iran.

Tuttavia, una fine negoziata della guerra tra Stati Uniti e Iran appare ancora lontana nonostante gli sforzi diplomatici in corso, mentre i prezzi del petrolio hanno recuperato parte del terreno perso, limitando il potenziale di rialzo dell’oro. Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti potrebbero dover «distruggere» il resto dell’Iran, aggiungendo che si saprà «abbastanza presto» se agirà.

Il greggio e il suo impatto sull’inflazione e sui tassi di interesse sono stati fattori determinanti per l’andamento dell’oro dall’inizio della guerra, a fine febbraio. L’aumento dei costi energetici ha accresciuto le pressioni sulle banche centrali affinché inaspriscano la politica monetaria, penalizzando il metallo, che non offre rendimenti.


Andamento del dollaro statunitense oggi

La tabella seguente mostra la variazione percentuale odierna del dollaro statunitense (USD) rispetto alle principali valute elencate. Il dollaro statunitense ha registrato il maggiore apprezzamento nei confronti del dollaro neozelandese.

USD EUR GBP JPY CAD AUD NZD CHF
USD 0,39% 0,41% 0,28% 0,38% 0,85% 0,93% 0,11%
EUR -0,39% 0,02% -0,09% -0,00% 0,46% 0,53% -0,29%
GBP -0,41% -0,02% -0,11% -0,02% 0,45% 0,51% -0,31%
JPY -0,28% 0,09% 0,11% 0,11% 0,57% 0,64% -0,18%
CAD -0,38% 0,00% 0,02% -0,11% 0,46% 0,53% -0,28%
AUD -0,85% -0,46% -0,45% -0,57% -0,46% 0,07% -0,74%
NZD -0,93% -0,53% -0,51% -0,64% -0,53% -0,07% -0,80%
CHF -0,11% 0,29% 0,31% 0,18% 0,28% 0,74% 0,80%

La mappa di calore mostra le variazioni percentuali delle principali valute l’una rispetto all’altra. La valuta base si seleziona dalla colonna di sinistra, mentre la valuta quotata si seleziona dalla riga superiore. Ad esempio, selezionando il dollaro statunitense dalla colonna di sinistra e spostandosi lungo la riga orizzontale fino allo yen giapponese, la variazione percentuale visualizzata nella casella rappresenterà USD (valuta base)/JPY (valuta quotata).