La rupia indonesiana arretra dopo dati economici contrastanti

  • Il surplus commerciale dell’Indonesia ha raggiunto 3,36 miliardi di dollari a settembre, con una crescita delle esportazioni in accelerazione all’11,87% su base annua.
  • A ottobre l’inflazione interna è scesa leggermente al 3,23%, rimanendo nell’intervallo obiettivo di Bank Indonesia.
  • L’allentamento delle tensioni in Medio Oriente ha limitato i guadagni dell’USD, ma la probabilità del 75% di un rialzo dei tassi della Fed sostiene la forza del dollaro.

USD/IDR sale dopo due giorni di perdite e si attesta intorno a 18.180 durante la sessione asiatica di lunedì. La coppia valutaria si è apprezzata mentre la rupia indonesiana (IDR) è rimasta debole dopo la pubblicazione di dati economici nazionali contrastanti. Il commercio estero dell’Indonesia ha registrato risultati complessivi solidi, con un surplus commerciale salito a 3,36 miliardi di USD a settembre, ben oltre le attese del mercato di 1,9 miliardi di USD. Le esportazioni sono balzate dell’11,87% su base annua, superando nettamente le previsioni del 6,45% e accelerando rispetto alla crescita del 6,72% di agosto.

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Sul fronte delle importazioni, a settembre l’Indonesia ha registrato un aumento del 18,41% su base annua, inferiore al balzo previsto del 20,83% e corrispondente al ritmo di crescita più contenuto da marzo. Il rallentamento ha risentito di andamenti contrastanti nel settore energetico: mentre le importazioni di petrolio e gas sono cresciute del 23,94% su base annua grazie ai maggiori acquisti di prodotti petroliferi raffinati, quelle di petrolio greggio sono invece diminuite del 7,00%. Nel frattempo, l’inflazione interna su base annua è scesa leggermente al 3,23% a ottobre dal 3,28% di settembre, che rappresentava il massimo degli ultimi tre mesi. Il dato è risultato inferiore alle attese del mercato del 3,29%, mantenendo l’inflazione ampiamente all’interno dell’intervallo obiettivo di Bank Indonesia, compreso tra l’1,5% e il 3,5%.

Nonostante la debolezza della rupia, il potenziale rialzista della coppia USD/IDR potrebbe essere limitato, poiché il dollaro statunitense (USD) risente delle perdite dovute al calo della domanda di beni rifugio. Le tensioni geopolitiche si sono attenuate mentre i funzionari del Qatar e dell’Iran hanno avviato il terzo giorno consecutivo di colloqui volti a risolvere il conflitto in Medio Oriente prima delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, controbilanciando i persistenti timori di una ripresa dell’azione militare statunitense contro l’Iran.

Tuttavia, il dollaro statunitense conserva un potenziale di rimbalzo, sostenuto dalle crescenti aspettative di un rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve. Secondo lo strumento FedWatch del CME, gli operatori scontano attualmente una probabilità di circa il 75% di un aumento dei tassi a dicembre, sulla scia della recente tenuta dei dati macroeconomici statunitensi e delle persistenti pressioni inflazionistiche.

Il dollaro resta sotto pressione per il crollo dei tecnologici, ma permane il sostegno della Fed

Elias Haddad di Brown Brothers Harriman ritiene che le vendite in corso sui titoli tecnologici continueranno probabilmente a tenere il dollaro sotto pressione nel breve termine, con «l’indice del dollaro (DXY) che probabilmente testerà il supporto a 101,00». Sottolinea tuttavia che «la solida attività economica statunitense e le crescenti pressioni sui prezzi rafforzano l’orientamento restrittivo della Fed, mantenendo i differenziali di tasso favorevoli all’USD», suggerendo che i fondamentali sottostanti continuano a offrire un importante sostegno alla valuta anche mentre la propensione al rischio peggiora.

Domande frequenti sulla rupia indonesiana

La rupia indonesiana (IDR) è sensibile a una combinazione dinamica di condizioni dei mercati globali, fondamentali economici nazionali, variazioni dei prezzi delle materie prime e interventi proattivi della banca centrale. In quanto valuta di un mercato emergente, l’andamento della rupia dipende fortemente sia dalla resilienza interna sia dalla dinamica dell’economia internazionale.

Bank Indonesia (BI) svolge un ruolo centrale nella stabilizzazione della rupia attraverso una politica monetaria strategica e operazioni dirette sui mercati. Modificando i tassi di interesse di riferimento, la banca centrale gestisce i differenziali di rendimento rispetto alle principali banche centrali mondiali, come la Federal Reserve statunitense, per attrarre e trattenere gli investimenti esteri di portafoglio. BI adotta inoltre un sistema di «triplice intervento» — operando sui mercati a pronti, dei derivati (DNDF) e dei titoli di Stato — per attenuare la volatilità valutaria, affiancato da strumenti monetari come i Sekuritas Rupiah Bank Indonesia (SRBI) per rafforzare gli afflussi di capitale.

In una prospettiva macroeconomica più ampia, i tassi di inflazione interna, l’andamento del commercio estero e la solidità complessiva delle finanze pubbliche determinano la forza di fondo dell’IDR. Il saldo commerciale e quello delle partite correnti dell’Indonesia sono strettamente legati a questi fondamentali, mentre fattori globali più ampi, come la propensione o l’avversione al rischio degli investitori internazionali e le tendenze della liquidità globale, incidono direttamente sulle variazioni del tasso di cambio.

In quanto importante esportatore di materie prime come olio di palma, carbone, nichel e gas naturale, l’Indonesia beneficia dell’aumento dei prezzi globali delle materie prime, che genera surplus commerciali, accresce gli afflussi di valuta estera e rafforza la rupia. Tuttavia, poiché l’Indonesia è anche un importatore netto di petrolio greggio, prezzi globali del petrolio elevati aumentano il fabbisogno di valuta estera, ampliando il disavanzo delle partite correnti e pesando sul valore della valuta.