
L’argento (XAG/USD) attira alcuni acquirenti in prossimità dell’area di 51,25 dollari durante la sessione asiatica di venerdì, arrestando il ritracciamento avviato il giorno precedente dalla zona di 53,50 dollari, corrispondente ai massimi di una settimana. Nell’ultima ora il metallo bianco riconquista quota 52,00 dollari, anche se il potenziale rialzista sembra limitato, poiché gli operatori attendono la pubblicazione del cruciale rapporto statunitense sull’occupazione non agricola (Nonfarm Payrolls, NFP) prima di assumere posizioni direzionali.

Dal punto di vista tecnico, XAG/USD ha mostrato una certa tenuta al di sotto della zona di confluenza a 51,70-51,65 dollari, dove convergono la media mobile esponenziale (EMA) a 100 ore e il livello di ritracciamento di Fibonacci del 50% del recente movimento ribassista iniziato a fine ottobre. Quest’area offre un supporto immediato e suggerisce una fase di consolidamento in corso, piuttosto che una tendenza ben definita, in presenza di segnali contrastanti dagli indicatori di momentum.
Infatti, l’indice di forza relativa (RSI) si trova intorno a 46 e il Moving Average Convergence Divergence (MACD) è sotto lo zero, a indicare che la pressione rialzista si è attenuata, ma che per il momento i venditori non hanno un chiaro predominio. Pertanto, un eventuale ulteriore rialzo potrebbe incontrare una prima resistenza al ritracciamento di Fibonacci del 61,8%, a 52,34 dollari, seguito da un ostacolo più in alto in corrispondenza del ritracciamento del 78,6%, vicino a 53,35 dollari, e dal recente massimo del ciclo a 54,64 dollari.
Al ribasso, una chiusura nuovamente al di sotto della zona di supporto formata dalla convergenza dell’EMA a 100 periodi e del ritracciamento del 50,0%, nell’area di 51,70-51,65 dollari, esporrebbe il livello del 38,2% a 50,92 dollari. Un’intensificazione della pressione ribassista porterebbe probabilmente nel mirino il ritracciamento del 23,6% a 50,04 dollari.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)
L’argento è un metallo prezioso ampiamente scambiato dagli investitori. Storicamente è stato utilizzato come riserva di valore e mezzo di scambio. Sebbene sia meno popolare dell’oro, gli operatori possono scegliere l’argento per diversificare il proprio portafoglio d’investimento, per il suo valore intrinseco o come potenziale copertura nei periodi di inflazione elevata. Gli investitori possono acquistare argento fisico, sotto forma di monete o lingotti, oppure negoziarlo tramite strumenti come i fondi negoziati in borsa (ETF), che ne replicano il prezzo sui mercati internazionali.
I prezzi dell’argento possono variare per un’ampia gamma di fattori. L’instabilità geopolitica o i timori di una profonda recessione possono far salire il prezzo dell’argento grazie al suo ruolo di bene rifugio, sebbene in misura minore rispetto all’oro. Essendo un’attività che non offre rendimento, l’argento tende a salire quando i tassi di interesse scendono. I suoi movimenti dipendono anche dall’andamento del dollaro statunitense (USD), poiché il metallo è quotato in dollari (XAG/USD). Un dollaro forte tende a frenare il prezzo dell’argento, mentre un dollaro più debole tende a favorirne il rialzo. Anche altri fattori, come la domanda d’investimento, l’offerta mineraria – l’argento è molto più abbondante dell’oro – e i tassi di riciclo, possono influenzare i prezzi.
L’argento è ampiamente utilizzato nell’industria, in particolare in settori come l’elettronica e l’energia solare, poiché presenta una delle più elevate conducibilità elettriche tra tutti i metalli, superiore a quella del rame e dell’oro. Un’impennata della domanda può far salire i prezzi, mentre un calo tende a ridurli. Anche le dinamiche delle economie statunitense, cinese e indiana possono contribuire alle oscillazioni dei prezzi: negli Stati Uniti e soprattutto in Cina, i grandi settori industriali impiegano l’argento in diversi processi; in India, anche la domanda dei consumatori per il metallo prezioso destinato alla gioielleria svolge un ruolo chiave nella determinazione dei prezzi.
I prezzi dell’argento tendono a seguire i movimenti dell’oro. Quando i prezzi dell’oro salgono, in genere anche l’argento segue la stessa direzione, poiché entrambi hanno un ruolo analogo come beni rifugio. Il rapporto oro/argento, che indica il numero di once d’argento necessarie per eguagliare il valore di un’oncia d’oro, può aiutare a valutare il valore relativo dei due metalli. Alcuni investitori possono interpretare un rapporto elevato come un segnale che l’argento sia sottovalutato o che l’oro sia sopravvalutato. Al contrario, un rapporto basso potrebbe suggerire che l’oro sia sottovalutato rispetto all’argento.