
La coppia USD/JPY mette a segno un modesto recupero dall’area di 157,25, nuovo minimo settimanale toccato durante la sessione asiatica di venerdì, e nell’ultima ora risale verso quota 158,00. Le quotazioni sembrano ora aver interrotto una serie di due sedute in calo, anche se il potenziale di rialzo appare limitato, poiché gli operatori potrebbero preferire attendere la pubblicazione dei cruciali dati mensili sull’occupazione statunitense prima di assumere nuove posizioni direzionali.

Il rapporto sull’occupazione non agricola statunitense, comunemente noto come Nonfarm Payrolls (NFP), avrà un ruolo chiave nel determinare le aspettative del mercato sul percorso di politica monetaria della Federal Reserve (Fed), influenzando a sua volta la domanda di dollari statunitensi (USD). In vista di questo importante appuntamento con i dati, alcuni riposizionamenti degli operatori si stanno rivelando un fattore determinante del rimbalzo infragiornaliero della coppia USD/JPY. Il quadro fondamentale suggerisce tuttavia cautela prima di assumere posizioni rialziste aggressive, in un contesto di andamento fiacco del dollaro statunitense (USD).
Una netta vittoria dei Democratici alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti ha ridotto le aspettative di una ripresa degli attacchi militari contro l’Iran da parte del presidente statunitense Donald Trump, innescando un forte calo dei prezzi del petrolio greggio e attenuando i timori inflazionistici. Questo ha costretto gli operatori a ridimensionare le scommesse su un rialzo dei tassi della Fed a dicembre. Inoltre, un pesante crollo di Wall Street ha spinto gli investitori a rifugiarsi in attività considerate sicure e ha trascinato i rendimenti obbligazionari statunitensi sui minimi da quasi due mesi, limitando il potenziale di rialzo dell’USD.
Lo yen giapponese (JPY), invece, potrebbe continuare a beneficiare delle aspettative di un orientamento restrittivo della Banca del Giappone (BoJ). I verbali della riunione di settembre della BoJ, pubblicati giovedì, hanno infatti mostrato che i responsabili della politica monetaria concordavano sull’opportunità di continuare ad aumentare il tasso di riferimento e di adeguare il grado di allentamento monetario. Ciò rafforza le scommesse del mercato su un rialzo dei tassi di interesse a dicembre, favorendo i rialzisti sullo JPY e potenzialmente limitando qualsiasi recupero significativo della coppia USD/JPY.
La coppia USD/JPY mantiene un’impostazione moderatamente ribassista nel breve termine al di sotto della media mobile semplice (SMA) a 200 giorni, situata a 158,66. Questo suggerisce che i rialzi incontreranno probabilmente pressioni di vendita finché la struttura complessiva resterà al di sotto di questa media chiave. I rialzisti dovrebbero riconquistare tale barriera per attenuare la pressione al ribasso e aprire la strada a un’impostazione più favorevole.
Al ribasso, il minimo giornaliero, intorno a 157,25, potrebbe offrire un primo supporto, seguito da quota 157,00 e dal limite inferiore dell’intervallo di oscillazione di breve termine, nell’area di 156,60-156,50. Una rottura convincente al di sotto di quest’ultima area sarebbe vista come un nuovo segnale operativo per i ribassisti e renderebbe la coppia USD/JPY vulnerabile a ulteriori cali.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Per saperne di più.)
I Nonfarm Payrolls (NFP) fanno parte del rapporto mensile sull’occupazione del Bureau of Labor Statistics statunitense. Questa componente misura nello specifico la variazione del numero di occupati negli Stati Uniti nel mese precedente, escludendo il settore agricolo.
Il dato sui Nonfarm Payrolls può influenzare le decisioni della Federal Reserve, fornendo una misura dei progressi della Fed nel perseguire il proprio mandato di promuovere la piena occupazione e un’inflazione al 2%. Un dato NFP relativamente elevato significa che più persone lavorano, percepiscono maggiori redditi e quindi probabilmente spendono di più. Un dato sui Nonfarm Payrolls relativamente basso, invece, potrebbe indicare che le persone faticano a trovare lavoro. La Fed tende ad alzare i tassi di interesse per contrastare l’inflazione elevata alimentata da una bassa disoccupazione e ad abbassarli per stimolare un mercato del lavoro stagnante.
I Nonfarm Payrolls presentano generalmente una correlazione positiva con il dollaro statunitense. Ciò significa che, quando i dati sull’occupazione non agricola superano le attese, l’USD tende a salire, e viceversa quando risultano inferiori. Gli NFP influenzano il dollaro statunitense attraverso il loro impatto sull’inflazione, sulle aspettative di politica monetaria e sui tassi di interesse. Un dato NFP più elevato implica solitamente una politica monetaria più restrittiva da parte della Federal Reserve, a sostegno dell’USD.
I Nonfarm Payrolls presentano generalmente una correlazione negativa con il prezzo dell’oro. Ciò significa che un dato sull’occupazione non agricola superiore alle attese eserciterà una pressione al ribasso sul prezzo dell’oro, e viceversa. Un dato NFP più elevato ha generalmente un effetto positivo sul valore dell’USD e, come la maggior parte delle principali materie prime, l’oro è quotato in dollari statunitensi. Se l’USD si apprezza, quindi, occorrono meno dollari per acquistare un’oncia d’oro. Inoltre, tassi di interesse più elevati, generalmente favoriti da dati NFP più alti, riducono l’attrattiva dell’oro come investimento rispetto alla liquidità, che quantomeno genera interessi.
I Nonfarm Payrolls sono soltanto una componente di un rapporto più ampio sull’occupazione e possono essere messi in secondo piano dalle altre componenti. Talvolta, quando gli NFP superano le previsioni ma le retribuzioni medie settimanali risultano inferiori alle attese, il mercato ha ignorato l’effetto potenzialmente inflazionistico del dato principale e ha interpretato il calo delle retribuzioni come deflazionistico. Anche le componenti relative al tasso di partecipazione alla forza lavoro e alle ore lavorate medie settimanali possono influenzare la reazione del mercato, ma soltanto in circostanze eccezionali come le «Grandi dimissioni» o la crisi finanziaria globale.