
AUD/NZD estende le perdite per il secondo giorno consecutivo, scambiando intorno a 1,2430 durante la sessione asiatica di martedì. Il cross valutario perde terreno mentre il dollaro australiano (AUD) si deprezza dopo che la Reserve Bank of Australia (RBA) ha deciso di portare il tasso di riferimento dal 4,6% al 4,85%. Si tratta del quinto rialzo dei tassi nel 2026 e del livello più alto dal 2008.

Il consiglio della RBA ha riferito che l’inflazione rimane elevata e diffusa, inducendo gli economisti della banca a rivedere sensibilmente al rialzo le previsioni. Ora si prevede che l’inflazione rimanga sopra il 3% nel corso del prossimo anno e che torni al limite superiore dell’intervallo obiettivo del 2-3% solo verso la fine del 2027, circa tre trimestri più tardi rispetto alle precedenti proiezioni.
Sebbene l’aumento dei prezzi dei carburanti e delle materie prime legato al conflitto in Medio Oriente abbia contribuito a queste prospettive, la RBA ha evidenziato anche maggiori pressioni sui limiti di capacità produttiva interna. Le imprese continuano a trasferire sui consumatori l’aumento dei costi e diversi indicatori delle aspettative di inflazione sono saliti. Inoltre, il forte incremento degli investimenti legati all’intelligenza artificiale sta alimentando una rapida crescita dei prezzi dei beni tecnologici.
In Nuova Zelanda i permessi di costruzione destagionalizzati sono diminuiti del 7,9% su base mensile a settembre, annullando interamente l’aumento del 5,3% registrato ad agosto, rivisto al ribasso. Nonostante il calo mensile, l’attività su base annua ha mostrato una crescita significativa: nell’anno conclusosi a settembre 2026 sono state autorizzate complessivamente 41.091 nuove abitazioni, con un aumento del 17,8% rispetto all’anno conclusosi a settembre 2025.
Nel frattempo, il clima di mercato ha continuato a riflettere i timori di un possibile inasprimento della politica monetaria. Gli operatori sono rimasti cauti di fronte ai segnali di un possibile rialzo dei tassi di interesse nella prossima riunione di dicembre della Reserve Bank of New Zealand (RBNZ), mentre la banca centrale prosegue gli sforzi per contenere l’inflazione. Tuttavia, il brusco calo dei prezzi del petrolio ha contribuito ad attenuare i timori generali sull’inflazione, limitando in definitiva le perdite dei mercati.
Jane Foley di Rabobank sottolinea che la RBNZ ha adottato un tono prudente nell’ultima riunione di politica monetaria, osservando che «sebbene si preveda che l’inflazione annua salga al 4,4% nel trimestre che si conclude a dicembre (soprattutto per effetto dei carburanti), … la domanda interna rimane debole». Foley evidenzia che questa valutazione della debolezza della domanda di fondo, pur in presenza di un previsto aumento dell’inflazione complessiva nel breve termine, ha contribuito a giustificare la decisione della banca centrale di lasciare invariati i tassi, nonostante le aspettative del mercato di un rialzo.
La Reserve Bank of Australia (RBA) annuncia la propria decisione sui tassi di interesse al termine delle otto riunioni programmate ogni anno. Se la RBA assume un orientamento restrittivo alla luce delle prospettive di inflazione e aumenta i tassi di interesse, l’effetto sul dollaro australiano (AUD) è solitamente rialzista. Analogamente, se la RBA adotta un orientamento accomodante sull’economia australiana e lascia invariati i tassi di interesse, oppure li riduce, l’effetto sull’AUD è considerato ribassista.
Leggi di più.Ultima pubblicazione: Mar 3 nov 2026 03:30
Frequenza: Irregolare
Dato effettivo: 4,85%
Consenso: 4,85%
Dato precedente: 4,6%
Fonte:Banca centrale australiana