
Il cross AUD/JPY cede leggermente, portandosi intorno a 110,20 durante la sessione asiatica di martedì. Il dollaro australiano (AUD) subisce alcune pressioni di vendita nei confronti dello yen giapponese (JPY) dopo la decisione sui tassi di interesse della Reserve Bank of Australia (RBA).

Come ampiamente previsto, al termine della riunione di politica monetaria di novembre la RBA ha deciso di aumentare il tasso ufficiale di riferimento (Official Cash Rate, OCR) di 25 punti base, dal 4,60% al 4,85%. Si tratta del quinto rialzo dei tassi della RBA nel 2026, che porta il tasso al livello più alto degli ultimi 18 anni.
Sei membri del Consiglio di politica monetaria hanno votato a favore del rialzo, mentre tre avrebbero preferito mantenere l’OCR invariato al 4,60%. Nel comunicato, il Consiglio ha dichiarato che l’inflazione resta elevata e diffusa e che aumenta il rischio di un radicamento di aspettative di inflazione più alte.
Gli operatori cercheranno ulteriori indicazioni nella conferenza stampa della governatrice della RBA, Michele Bullock, alle 04:30 GMT. Eventuali commenti di tono restrittivo da parte di Bullock potrebbero sostenere il dollaro australiano nei confronti dello JPY nel breve termine.
Un avvertimento delle autorità giapponesi su un possibile intervento potrebbe limitare il rialzo del cross. Lunedì, la ministra delle Finanze giapponese Satsuki Katayama ha dichiarato che è fondamentale mantenere stabili i mercati valutari e che il governo deve evitare oscillazioni disordinate.
La scorsa settimana Katayama aveva inoltre affermato che il governo era pronto a intervenire con decisione sul mercato valutario, segnalando che Tokyo non ha abbassato la guardia di fronte alla persistente debolezza dello JPY.
La Banca del Giappone (BoJ) ha lasciato invariato il tasso di interesse a breve termine all’1,25% nell’ultima riunione di politica monetaria, tenutasi la scorsa settimana. La decisione è stata in linea con le aspettative del mercato.
Gli strateghi di Brown Brothers Harriman sottolineano che, in occasione dell’imminente «decisione di politica monetaria della RBA e della pubblicazione del Rapporto sulla politica monetaria» di martedì, si prevede un «secondo rialzo consecutivo di 25 punti base al 4,85%, perché l’inflazione è sensibilmente peggiore rispetto alla valutazione della banca di agosto». Osservano che «i futures sul tasso ufficiale implicano una probabilità di rialzo dell’83%» e aggiungono che «indicazioni di tono restrittivo amplierebbero il vantaggio di rendimento dell’AUD», rafforzando il sostegno al dollaro australiano mentre l’orientamento della RBA diverge da quello delle altre banche centrali.
Sul grafico giornaliero, AUD/JPY conserva un orientamento ribassista nel breve termine, con le quotazioni a pronti che restano al di sotto della banda centrale di Bollinger e della media mobile semplice (SMA) a 100 giorni. Il rialzo della coppia è inoltre limitato dalla banda superiore di Bollinger, il che rafforza l’impostazione ribassista, mentre l’indice di forza relativa (RSI) a 14 periodi, intorno a 45, segnala uno slancio contenuto piuttosto che condizioni di ipervenduto, lasciando spazio a ulteriori ribassi.
Al rialzo, la prima resistenza si trova in corrispondenza della banda centrale di Bollinger a 110,45, seguita dalla banda superiore vicino a 111,40; la SMA a 100 giorni, a 111,90, rappresenta un ulteriore ostacolo per eventuali tentativi di recupero. Al ribasso, il prossimo supporto significativo si colloca sulla banda inferiore di Bollinger, intorno a 109,50, dove i venditori potrebbero prendere una pausa. Una rottura duratura al di sotto di questo livello aprirebbe tuttavia probabilmente la strada a quotazioni inferiori sul grafico giornaliero.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)
La Reserve Bank of Australia (RBA) stabilisce i tassi di interesse e gestisce la politica monetaria dell’Australia. Le decisioni vengono prese da un consiglio direttivo nel corso di 11 riunioni all’anno e di riunioni straordinarie di emergenza, quando necessario. Il mandato principale della RBA è mantenere la stabilità dei prezzi, ossia un tasso di inflazione del 2-3%, ma anche «…contribuire alla stabilità della valuta, alla piena occupazione e alla prosperità economica e al benessere del popolo australiano». Lo strumento principale per raggiungere questi obiettivi è l’aumento o la riduzione dei tassi di interesse. Tassi di interesse relativamente elevati rafforzano il dollaro australiano (AUD) e viceversa. Altri strumenti della RBA includono l’allentamento quantitativo e la stretta quantitativa.
Sebbene l’inflazione sia tradizionalmente considerata un fattore negativo per le valute, poiché riduce il valore del denaro in generale, in tempi moderni si è in realtà verificato il contrario con l’allentamento dei controlli sui movimenti di capitale transfrontalieri. Un’inflazione moderatamente più elevata tende oggi a spingere le banche centrali ad aumentare i tassi di interesse, attirando a sua volta maggiori afflussi di capitale da investitori globali alla ricerca di una destinazione redditizia per il proprio denaro. Ciò aumenta la domanda di valuta locale, che nel caso dell’Australia è il dollaro australiano.
I dati macroeconomici misurano lo stato di salute di un’economia e possono incidere sul valore della sua valuta. Gli investitori preferiscono impiegare il proprio capitale in economie sicure e in crescita piuttosto che in economie precarie e in contrazione. Maggiori afflussi di capitale aumentano la domanda aggregata e il valore della valuta nazionale. Indicatori classici come il PIL, gli indici PMI del settore manifatturiero e dei servizi, i dati sull’occupazione e le indagini sulla fiducia dei consumatori possono influenzare l’AUD. Un’economia solida può incoraggiare la Reserve Bank of Australia ad aumentare i tassi di interesse, sostenendo a sua volta l’AUD.
L’allentamento quantitativo (Quantitative Easing, QE) è uno strumento utilizzato in situazioni estreme, quando la riduzione dei tassi di interesse non è sufficiente a ripristinare il flusso del credito nell’economia. Il QE è il processo attraverso il quale la Reserve Bank of Australia (RBA) stampa dollari australiani (AUD) per acquistare attività finanziarie, solitamente titoli di Stato o obbligazioni societarie, dalle istituzioni finanziarie, fornendo loro la liquidità di cui hanno forte bisogno. Il QE comporta solitamente un indebolimento dell’AUD.
La stretta quantitativa (Quantitative Tightening, QT) è il processo inverso rispetto al QE. Viene attuata dopo il QE, quando è in corso una ripresa economica e l’inflazione comincia a salire. Mentre con il QE la Reserve Bank of Australia (RBA) acquista titoli di Stato e obbligazioni societarie dalle istituzioni finanziarie per fornire loro liquidità, con il QT la RBA interrompe gli ulteriori acquisti di attività finanziarie e smette di reinvestire il capitale rimborsato alla scadenza delle obbligazioni già in suo possesso. Ciò avrebbe un effetto positivo, o rialzista, sul dollaro australiano.