
Martedì Ethereum (ETH) è sotto pressione in prossimità dei 2.300 $, mentre fatica a recuperare il proprio prezzo realizzato.
La principale altcoin è scesa sotto il proprio prezzo realizzato, ovvero il costo medio di acquisto on-chain degli investitori, pari a 2.309 $, dopo l’attacco informatico da 6,3 miliardi di dollari subito da Binance giovedì scorso.

Negli ultimi due giorni, ETH è stato respinto in prossimità di tale livello, segnalando che le vendite prevalgono sugli acquisti quando il prezzo vi si avvicina. Prima del calo di giovedì scorso, gli investitori avevano difeso il costo di acquisto on-chain per oltre una settimana, con le quotazioni che oscillavano appena al di sopra di tale soglia.

Storicamente, gli investitori tendono a difendere il costo di acquisto on-chain per evitare che le proprie posizioni finiscano in perdita. Per contro, tendono anche a vendere quando i prezzi scendono sotto il costo di acquisto, per limitare le perdite. La struttura di fondo del mercato svolge però un ruolo chiave nel determinare la reazione degli investitori.
Prosegue la pressione di vendita da parte degli investitori con sede negli Stati Uniti: lunedì gli ETF spot su ETH statunitensi hanno registrato la sesta giornata consecutiva di deflussi netti, per un valore di quasi 140 milioni di dollari, secondo i dati di SoSoValue. A ottobre, questi prodotti hanno registrato deflussi mensili record per 1,61 miliardi di dollari.

Analogamente, il Coinbase Premium Index ha proseguito la propria tendenza negativa, scendendo a -0,161. L’indicatore misura la differenza tra il prezzo di ETH/USD su Coinbase Pro e quello di ETH/USDT su Binance, fungendo da indicatore del sentiment degli operatori statunitensi. Il calo persistente dell’indicatore mostra che le vendite sono dominate dagli investitori statunitensi.
Un miglioramento degli afflussi verso gli ETF su ETH e del sentiment generale negli Stati Uniti ha spesso coinciso con rialzi del prezzo di ETH: il miglioramento di entrambi gli indicatori risulta quindi necessario affinché la principale altcoin possa recuperare il proprio prezzo realizzato.
Secondo i dati di Coinglass, nelle ultime 24 ore Ethereum ha registrato liquidazioni per 29,3 milioni di dollari, di cui 20,2 milioni relativi a posizioni corte.
Sul grafico giornaliero, ETH si mantiene al di sotto delle medie mobili esponenziali (EMA) di breve e medio periodo, confermando un orientamento ribassista nel breve termine. L’EMA a 20 giorni a 2.352 $, quella a 100 giorni a 2.345 $ e quella a 50 giorni a 2.411 $ si trovano tutte al di sopra delle quotazioni, formando una serie di resistenze ai tentativi di recupero. Ciò suggerisce che gli eventuali rialzi incontreranno probabilmente pressioni di vendita in prossimità di quest’area. Il momentum resta debole, con l’indice di forza relativa (RSI) a 14 giorni intorno a 39 e l’oscillatore stocastico (Stoch) vicino a 34, a indicare una pressione ribassista predominante.
Al ribasso, il primo supporto si trova sul livello orizzontale di 2.250 $, seguito da 2.204 $ e poi da 2.107 $ qualora le vendite proseguissero. Perdite più consistenti esporrebbero i successivi supporti strutturali a 1.971 $ e 1.827 $. Al rialzo, la prima resistenza coincide con la convergenza delle EMA a 100 e 20 giorni, affiancata dalla barriera orizzontale a 2.355 $, formando una fitta zona di offerta. Al di sopra di quest’area, un’ulteriore resistenza si trova in corrispondenza dell’EMA a 50 giorni, prima degli ostacoli più elevati a 2.548 $, 2.636 $ e 2.781 $.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’aiuto di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)