

USD/IDR guadagna terreno per il secondo giorno consecutivo, scambiando intorno a 18.190 nelle prime ore della sessione europea di martedì. La coppia si apprezza mentre la rupia indonesiana (IDR) risente di un diffuso clima di cautela, alimentato dalle pressioni sui conti pubblici derivanti dal rialzo dei prezzi del petrolio, dalla volatilità dei ricavi da esportazioni e dai cambiamenti della domanda estera. In risposta, Bank Indonesia (BI) ha ribadito il proprio impegno a rafforzare il coordinamento delle politiche con il governo, mantenendo al contempo una combinazione equilibrata di interventi a sostegno della valuta nazionale.
Il rialzo della coppia USD/IDR potrebbe essere frenato dalle difficoltà del dollaro statunitense (USD) in vista delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. La pressione politica sul presidente degli Stati Uniti Donald Trump e sul Partito Repubblicano è aumentata a causa degli elevati prezzi dell’energia legati ai conflitti in corso con l’Iran. Nel frattempo, i mercati delle previsioni indicano attualmente una probabilità del 74% che il Partito Democratico conquisti il controllo del Senato statunitense, evidenziando l’elevata posta in gioco politica del voto.
Intanto, gli operatori di mercato seguono con attenzione il prossimo rapporto sull’occupazione statunitense, la cui pubblicazione è prevista nel corso della settimana. I dati sull’occupazione dovrebbero fornire nuove indicazioni sullo stato di salute del mercato del lavoro e contribuire a orientare le aspettative sulle future decisioni di politica monetaria. La Fed ha mantenuto un orientamento restrittivo e lo strumento FedWatch del CME segnala attualmente una probabilità di circa il 75% di un rialzo dei tassi a dicembre, dopo una pausa a ottobre.
Gli strategist di ING ritengono improbabile che l’esito delle elezioni di metà mandato statunitensi di oggi rappresenti un fattore determinante per i mercati valutari, osservando che «non ci aspettiamo che i risultati delle elezioni di metà mandato statunitensi di oggi provochino cambiamenti strutturali nel mercato dei cambi». Segnalano tuttavia alcuni rischi politici a breve termine per il dollaro, che potrebbe subire «una certa pressione nel breve periodo qualora i Democratici conquistassero sia la Camera (come ampiamente previsto) sia il Senato (dove l’esito è incerto)».
Passando all’Australia, ING sottolinea che «un rialzo dei tassi accompagnato da indicazioni accomodanti da parte della RBA ha penalizzato l’AUD», ma gli analisti della banca «restano ottimisti sulle prospettive della valuta oltre il breve termine». Ciò suggerisce che la recente debolezza del dollaro australiano potrebbe rivelarsi temporanea, una volta assorbita la sorpresa iniziale legata alla decisione di politica monetaria.
La rupia indonesiana (IDR) è sensibile a una combinazione dinamica di condizioni dei mercati globali, fondamentali economici interni, variazioni dei prezzi delle materie prime e interventi proattivi della banca centrale. In quanto valuta di un mercato emergente, l’andamento della rupia dipende fortemente sia dalla resilienza interna sia dalla dinamica economica internazionale.
Bank Indonesia (BI) svolge un ruolo centrale nella stabilizzazione della rupia attraverso una politica monetaria strategica e operazioni dirette sul mercato. Adeguando i tassi di interesse di riferimento, la banca centrale gestisce i differenziali di rendimento rispetto alle principali banche centrali mondiali, come la Fed statunitense, per attrarre e trattenere gli investimenti esteri di portafoglio. BI utilizza inoltre un sistema di «triplice intervento» — operando sui mercati a pronti, dei derivati (DNDF) e dei titoli di Stato — per attenuare la volatilità valutaria, affiancandovi strumenti monetari come i Sekuritas Rupiah Bank Indonesia (SRBI) per rafforzare gli afflussi di capitale.
Da una prospettiva macroeconomica più ampia, i tassi di inflazione interni, l’andamento del commercio estero e lo stato complessivo dei conti pubblici determinano la solidità di fondo dell’IDR. I saldi della bilancia commerciale e del conto corrente dell’Indonesia sono strettamente legati a questi fondamentali, mentre fattori globali più ampi, come la propensione o l’avversione al rischio degli investitori internazionali e le tendenze della liquidità globale, incidono direttamente sui movimenti del tasso di cambio.
In quanto importante esportatore di materie prime come olio di palma, carbone, nichel e gas naturale, l’Indonesia beneficia dell’aumento dei prezzi globali delle materie prime, che genera avanzi commerciali, incrementa gli afflussi di valuta estera e rafforza la rupia. Tuttavia, poiché l’Indonesia è anche un importatore netto di petrolio greggio, prezzi globali del petrolio elevati accrescono il fabbisogno di valuta estera, ampliando il disavanzo delle partite correnti e pesando sul valore della valuta.