Brent: prezzi più alti più a lungo – TD Securities

Ryan McKay di TD Securities sostiene che il greggio Brent stia entrando in una fase di prezzi più elevati più a lungo, con un valore equo stimato a 90-100 dollari al barile una volta conclusi i conflitti in Iran e nel resto del Medio Oriente, per poi scendere a 80-90 dollari al barile nella seconda metà del 2027 e nel 2028. Tra i principali fattori a sostegno delle elevate quotazioni del Brent cita la persistenza dei premi per il rischio, la fragilità dei flussi dal Medio Oriente, la scarsità di offerta sui mercati dei prodotti raffinati e la ripresa della domanda globale.

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Valore equo del Brent e premi per il rischio

«Continuiamo a stimare il valore equo di medio termine del greggio Brent nell’area dei 90-100 dollari al barile dopo la futura conclusione del conflitto in Medio Oriente, con un intervallo destinato a scendere a 80-90 dollari al barile nella seconda metà del 2027 e nel 2028. Questo perché il mercato avrà bisogno di uno o due anni di eccedenze di offerta per ricostituire le scorte e le riserve di sicurezza fino ai livelli necessari.»

«Nelle ultime settimane, questo premio per il rischio si sta in parte traducendo in una realtà concreta sul piano dei fondamentali, con gli attacchi che iniziano a pesare sui flussi, almeno nel breve termine. Se i flussi dovessero tornare a contrarsi sensibilmente per settimane o mesi consecutivi, le stime del valore equo del greggio salirebbero e tornerebbero a prospettarsi scenari di rialzo estremo.»

«In assenza di una conclusione dei conflitti in Medio Oriente e tra Russia e Ucraina, resta plausibile un premio per il rischio di 10-20 dollari al barile al di sopra del valore equo da noi stimato, e ci aspetteremmo che la fascia di prezzo più elevata persista più a lungo. Se i flussi dovessero nuovamente ridursi in modo significativo e duraturo, a causa di un’escalation, di attacchi alle petroliere da parte del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (IRGC) o di attacchi degli Houthi alle infrastrutture saudite, la nostra stima del valore equo rischierebbe di salire ancora sensibilmente.»

«In assenza di un’escalation significativa e/o di danni alle infrastrutture saudite, la spinta a ulteriori rialzi dei prezzi dai livelli attuali è limitata, dato che l’offerta di greggio dal Medio Oriente si è in gran parte normalizzata. Alla luce del miglioramento dell’offerta e dell’elevato premio per il rischio già incorporato nei prezzi, il greggio resterà estremamente sensibile alle notizie sul fronte diplomatico e a qualsiasi segnale di allentamento delle tensioni. Rimane inoltre il rischio che noli marittimi alle stelle erodano i margini di raffinazione, portando a possibili riduzioni dei volumi lavorati dalle raffinerie, in particolare nell’Europa nord-occidentale.»

(Questo articolo è stato creato con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale e rivisto da un redattore. Scopri di più.)