
Mercoledì la sterlina balza ai massimi di sette settimane rispetto al dollaro USA, all’indomani delle elezioni statunitensi di metà mandato, nelle quali i Democratici si avviano a conquistare sia la Camera dei rappresentanti sia il Senato. Si tratta di un duro colpo per il presidente statunitense Trump, che si è congratulato con i Democratici e ha lasciato intendere di essere aperto a negoziare con loro. GBP/USD si attesta vicino a 1,3500, in rialzo dello 0,55%.

L’indice del dollaro USA (DXY), che misura l’andamento del biglietto verde rispetto a sei valute, è sceso di oltre lo 0,47% a 101,41 dopo che i sondaggi hanno rivelato che gli elettori statunitensi volevano i Democratici come contrappeso alla Casa Bianca. Inoltre, i rendimenti dei titoli di Stato statunitensi sono diminuiti e i mercati azionari USA sono saliti, mentre alcuni analisti hanno osservato che i mercati registravano risultati migliori quando nessun singolo partito poteva far approvare leggi contando unicamente sulla propria maggioranza.
Sul fronte del conflitto tra Stati Uniti e Iran, i negoziati sono proseguiti nonostante l’Iran abbia riferito dell’abbattimento di un drone statunitense. Un alto funzionario iraniano ha dichiarato che Teheran è lontana dal raggiungere un accordo con gli Stati Uniti per porre fine al conflitto, secondo quanto riportato da CCTV, che cita fonti anonime.
Nonostante ciò, i prezzi del petrolio sono leggermente scesi, sulla scia delle ipotesi degli operatori di mercato secondo cui Washington e Teheran potrebbero raggiungere un accordo nel breve termine.
I dati statunitensi hanno mostrato che l’indice dei responsabili degli acquisti (PMI) dei servizi dell’ISM per ottobre è risultato più debole del previsto, attestandosi a 54,5, in calo rispetto al 54,9 del mese precedente e al di sotto delle stime di 54,8. Esaminando le componenti dell’indagine, quella relativa all’occupazione è salita, mentre i nuovi ordini e i prezzi pagati sono diminuiti, pur rimanendo in territorio espansivo.
In precedenza, il rapporto ADP sulla variazione dell’occupazione di ottobre aveva mostrato una tenuta delle assunzioni nel settore privato, con le aziende che hanno creato 86.000 posti di lavoro, superando le previsioni di 69.000.
Nel Regno Unito, l’attenzione è rivolta alla decisione di politica monetaria della Banca d’Inghilterra di giovedì. I mercati monetari avevano scontato una probabilità del 100% di un rialzo, ma per la riunione di dicembre le probabilità di un ulteriore aumento del tasso ufficiale sono del 26%, secondo Prime Terminal.

Tra i prossimi appuntamenti del calendario economico statunitense figurano le richieste iniziali di sussidio di disoccupazione per la settimana conclusa il 31 ottobre e gli interventi di esponenti della Fed, in programma giovedì. Venerdì l’attenzione sarà rivolta al rapporto sull’occupazione non agricola, con gli analisti che prevedono la creazione di 65.000 posti di lavoro nell’economia statunitense.
Sul grafico giornaliero, GBP/USD si attesta a 1,3465, mantenendo un orientamento rialzista nel breve termine: il cambio a pronti resta infatti al di sopra dell’ultima media mobile semplice a 1,3368 e del livello di rottura della linea di tendenza discendente di resistenza a 1,3384, riconquistato di recente. La coppia si mantiene anche al di sopra del precedente livello di rottura ribassista a 1,3239, trasformandolo in una zona di domanda sottostante, mentre l’indice di forza relativa (RSI) a 14 periodi, a quota 63, segnala uno slancio positivo solido ma non ancora estremo, rafforzando il quadro favorevole.
Al ribasso, il supporto immediato coincide con l’attuale area di prezzo intorno a 1,3465, seguito dal precedente livello di rottura della linea di tendenza discendente intorno a 1,3384 e dal raggruppamento delle medie mobili semplici a 1,3368, prima della zona di domanda strutturale più in basso, in corrispondenza della vecchia resistenza superata vicino a 1,3239. Al rialzo, gli acquirenti incontrano una prima resistenza in corrispondenza del livello di rottura della linea di tendenza ascendente di supporto intorno a 1,3676, con un ostacolo più in alto presso il livello di rottura della seconda linea di tendenza ascendente vicino a 1,3849, dove un eventuale respingimento dei prezzi indicherebbe una pausa nell’attuale avanzata.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’aiuto di uno strumento di intelligenza artificiale. Per saperne di più.)
La tabella seguente mostra la variazione percentuale della sterlina britannica (GBP) rispetto alle principali valute elencate questa settimana. La sterlina ha registrato la performance migliore rispetto allo yen giapponese.
| USD | EUR | GBP | JPY | CAD | AUD | NZD | CHF | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| USD | -0,70% | -0,56% | 0,68% | -0,02% | 0,34% | 0,20% | -0,71% | |
| EUR | 0,70% | 0,11% | 1,34% | 0,67% | 0,96% | 0,88% | -0,03% | |
| GBP | 0,56% | -0,11% | 1,07% | 0,56% | 0,84% | 0,77% | -0,14% | |
| JPY | -0,68% | -1,34% | -1,07% | -0,66% | -0,34% | -0,54% | -1,47% | |
| CAD | 0,02% | -0,67% | -0,56% | 0,66% | 0,33% | 0,12% | -0,70% | |
| AUD | -0,34% | -0,96% | -0,84% | 0,34% | -0,33% | -0,07% | -0,98% | |
| NZD | -0,20% | -0,88% | -0,77% | 0,54% | -0,12% | 0,07% | -0,97% | |
| CHF | 0,71% | 0,03% | 0,14% | 1,47% | 0,70% | 0,98% | 0,97% |
La mappa di calore mostra le variazioni percentuali delle principali valute l’una rispetto all’altra. La valuta base si seleziona dalla colonna di sinistra, mentre la valuta di quotazione si seleziona dalla riga superiore. Ad esempio, selezionando la sterlina britannica nella colonna di sinistra e procedendo lungo la riga fino al dollaro statunitense, la variazione percentuale visualizzata nella casella rappresenterà GBP (valuta base)/USD (valuta di quotazione).